Mining di Criptovalute: Cosa Significa e Come si Guadagna? La Guida per Principianti

Mining Crypto - Copertina

Quando si parla di criptovalute, soprattutto dei Bitcoin, è impossibile non parlare dell’attività di mining. Ma di cosa si tratta? 

Ho spesso parlato di questo metodo di guadagno nell’articolo in cui spiego come guadagnare con le criptovalute, perciò se sei atterrato qui vuol dire che sei particolarmente interessato all’argomento. Per questo qui ti spiegherò nel dettaglio cosa significa minare le criptovalute e in che modo si ottiene un profitto.


Cos’è il Mining Di Criptovalute

Per comprendere appieno l’attività di mining delle criptovalute è necessario comprendere il funzionamento delle criptovalute e ciò che c’è dietro. 

In questo articolo parlerò del mining di criptovalute, ma farò anche esempi su una delle criptovalute più importanti, il Bitcoin. Infatti, la criptovaluta lanciata da Satoshi Natamoto nel 2008 ha aperto la strada a quella che è la rete Blockchain e la rete Peer-to-Peer, anche detta semplicemente P2P. 

Minare le criptovalute è un processo che sta alla base del sistema decentralizzato che costituisce la blockchain. Il mining, è formato da un insieme di nodi, ossia computer. 

L’attività di mining permette di generare le criptovalute. Immaginiamo, quindi, la Blockchain come un DNA, un registro delle informazioni seriale, anche detto a blocchi, che racchiude lo storico di tutte le transazioni di una criptovaluta. 

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Il compito del minatore è quello di aggiungere i nuovi blocchi (che contengono tutte le nuove transazioni) alla Blockchain. Ad esempio, nella blockchain di Bitcoin, ogni blocco ha il peso di 1 MB e contiene un insieme di transazioni, che possono partire da un minimo di una ma arrivare anche a diverse centinaia di migliaia. Questi blocchi vengono minati ogni 10 minuti

In cambio di questo servizio prestato dai miners, il sistema li “premia” con dei Bitcoin. Ed è qui che avviene il guadagno effettivo del mining di criptovalute.

Ma voglio spiegartelo ancora meglio.

Mining crypto

Come si Minano le Criptovalute

Prendendo in esempio la blockchain di Bitcoin (la più famosa), ogni volta che il Bitcoin viene acquistato o venduto si genera una transazione, tutte le transazioni vengono raccolte all’interno di blocchi. Per validare queste transazioni (e quindi per essere processate) deve essere verificata dagli utenti della rete, ossia i miners.

Il miner, quindi, dovrà effettuare due attività:

  1. Convalidare tutte le transazione effettuate in un determinato lasso di tempo (nel caso di Bitcoin, 10 minuti)
  2. Essere il primo a farlo.

Il processo di estrazione, e quindi l’attività di mining, possiamo paragonarla ad una competizione in cui i minatori competono tra di loro per risolvere un problema matematico associato alla transazione. 

Si, i miners dovranno risolvere un vero e proprio problema matematico. Al minatore viene, quindi, fornito un codice crittografato da cui dovrà scoprire un numero esadecimale a 64 cifre, anche detto hash

I minatori, quindi, fanno ipotesi su ipotesi generando casualmente il maggior numero dei cosiddetti  NONCE, number only used once, il più velocemente possibile. Il nonce è perciò la chiave per generare i numeri esadecimali composti da 64 bit.

Ovviamente questa attività viene svolta in maniera automatica dalle unità di elaborazione grafica (come il tuo PC), ma di questo ne parleremo più avanti.

Per verificare la legittimità della transazione, quindi, bisogna individuare il giusto hash attraverso un gran numero di tentativi. 

Ma per guadagnare, il miners deve essere il primo a trovare l’hash. Una volta individuato, i miners devono anche risolvere un problema numerico noto come “prova di lavoro”. L’utente che riesce a generare l’hash, inferiore o uguale all’hash target associato al blocco, verrà ricompensato con Bitcoin.

Come Guadagnare con il Mining

Guadagnare con l’attività di mining può sembrare semplice, ma bisogna analizzare i costi e i benefici. 

Infatti, l’estrazione si può rivelare costosa, faticosa e poco remunerativa. Soprattutto nel caso del Bitcoin, iniziare l’attività di mining richiede un dispendioso investimento in attrezzature e tecnologie. 

Per risolvere il problema matematico, i minatori hanno bisogno di una grande potenza di calcolo. Questo significa che non è possibile utilizzare i PC standard, ma è necessario avvalersi di più GPU (unità di elaborazione grafica) specializzati, che si traduce in una enorme spesa per i costi energetici necessari per alimentare le GPU farm. Costi che spesso superano i guadagni ottenuti dall’estrazione della stessa criptovaluta. 

Set di GPU per il mining

Dal 2008, infatti, si è diffuso l’utilizzo di grandi magazzini di rack con il solo scopo di estrarre Bitcoin. 

In più, considera che la rete Bitcoin elabora 5,5 quintilioni di hash al secondo. Ciò significa che a meno che tu non abbia l’attrezzatura in grado di elaborare un’enorme quantità di calcoli in un brevissimo lasso di tempo, le possibilità di guadagnare davvero si riducono quasi a zero. 

Per darti un’idea di quanta potenza di calcolo è necessaria, quando Bitcoin è stato lanciato nel 2009 il livello di difficoltà iniziale era uno. Poi, dal novembre 2019, è arrivata a oltre 13 trilioni.

La soluzione più comune è quella di unirsi ad un gruppo di minatori, anche detti mining pool, per aumentare le possibilità di guadagnare. Oggi sono tantissime le criptovalute che si possono minare. Tra le più famose troviamo Bitcoin, Zcash, Monero, Litecoin, ma anche Ethereum e Dogecoin.

Software per il Mining di Criptovalute

Per minare le criptovalute si possono utilizzare diversi software dedicati al mining. Tra i migliori in circolazione c’è CGMiner, un minatore multipiattaforma che supporta Windows, Mac OS X, Linux e molte altre piattaforme.

Ottima è anche la piattaforma di MultiMiner, ideale per chi è alle prime armi. Infine, un altro software molto interessante è BFGMiner, ma sono tantissimi i tool in circolazione su internet per iniziare a minare e a guadagnare criptovalute.

Quanto si Guadagna con il Mining

Ad oggi, soprattutto in Italia, i guadagni derivanti dall’attività di mining sono molto bassi, soprattutto sottraendo i costi necessari per iniziare a minare le criptovalute. 

Infatti, nel 2019 si è stimato che il consumo di elettricità del Bitcoin mining mondiale equivaleva a quello della Svizzera, ed è in aumento. 

Il guadagno dipende, poi, da tre fattori principali:

  • il costo dell’energia elettrica
  • costo delle risorse informatiche
  • capacità di raffreddamento della GPU 

E da questo è facile capire perché in Italia i guadagni sono praticamente nulli. Il costo dell’energia elettrica in Italia è molto più alto rispetto alle zone rurali cinesi o islandesi, in cui è molto più conveniente minare. 

In genere, negli Stati Uniti, il guadagno medio di un miners può andare da circa 8 dollari al giorno per il Bitcoin e la metà per i minatori di Ethereum. A questi guadagni bisogna, poi, sottrarre i costi sostenuti e le commissioni. 

Oggi l’attività di mining si svolge utilizzando gli ASIC, processori specifici per le operazioni di hashing del mining che costano dai 300 agli oltre 3mila dollari. Alcuni possono persino arrivare, e superare, i 10mila dollari. Queste attrezzature richiedono sempre più energia elettrica, aumentando anche i costi legati al consumo di elettricità. 

Inoltre, nel caso del Bitcoin, la ricompensa al mining viene dimezzata ogni quattro anni. Inoltre, c’è da dire che ad oggi i Bitcoin minati sono l’80% del totale e restano altri 4 milioni da minare.

Un aspetto che vale la pena tenere in considerazione è l’inquinamento generato dal mining. Pare, infatti, che in 10 anni solo il Bitcoin mining farà aumentare la temperatura terrestre di 2 °C.

E tu conoscevi già questa attività? Fammelo sapere con un commento qui sotto o con una reaction!

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